martedì 7 marzo 2017

9 Marzo - Fondazione il Fiore di Firenze - Incontro sulla poetessa Idea Vilariño con tango per la festa della donna

Il 9 marzo Fondazione il Fiore di Firenze e Centro studi Jorge Eielson
organizzano nell’aula magna di piazza Brunelleschi 3/4 dell’ateneo
fiorentino un incontro sulla poesia della scrittrice uruguaiana Idea
Vilariño con performance di tango di Gabriel Zoccola e Anna Lisa
Mistichelli. Interventi di Martha Canfield e Carmelo Andrea Spadola.
Coordina Maria Giuseppina Caramella. Ingresso libero.

La presentazione dei versi dal ritmo rigoroso e incalzante di una delle
voci poetiche più amate dell’Uruguay, donna di lettere nota anche per la
militanza politica contro la dittatura militare, e a seguire una
performance di tango del maestro argentino Gabriel Zoccola, già ballerino
della filarmonica di Montevideo, con Anna Lisa Mistichelli.
Celebreranno così la festa della donna la Fondazione il Fiore, il Centro
Studi Jorge Eielson e Socialisarte, in collaborazione con la Biblioteca
umanistica e il Dipartimento di lingue, letterature e studi interculturali
dell’Università di Firenze, il 9 marzo alle 17 presso l’aula magna (ex
Architettura) dell’ateneo fiorentino in piazza Brunelleschi 3/4 (ingresso
libero). Nell’occasione si terrà infatti l’incontro “La poesia di Idea
Vilariño: passione, tango e quotidiano”, durante il quale, dopo i saluti
del  direttore della Biblioteca umanistica Floriana Tagliabue, Martha
Canfield, presidente del Centro Eielson e professore ordinario di Lingua e
Letteratura Ispanoamericana all’Università di Firenze nonché poetessa, e
Carmelo Andrea Spadola, segretario del Centro Eielson e professore di
Lingua e traduzione spagnola all’Università di Macerata, parleranno della
figura e dell’opera poetica di Idea Vilariño (Montevideo 1920 – 2009)
presentando la ristampa della sua antologia di versi La sudicia luce del
giorno (Edizioni QuattroVenti, Urbino 2016), curata proprio da Martha
Canfield. Seguirà il tango danzato da Anna Lisa Mistichelli e Gabriel
Zoccola, tanguero formatosi a Rosario (in Argentina) con i maestri
Sebastian de la Vallina e Atilio Sanchez e poi con la maestra Inès Camou
in Uruguay a Montevideo, dove è stato ballerino dell’Orchestra filarmonica
da costei diretta. A coordinare l’incontro Maria Giuseppina Caramella,
presidente della Fondazione il Fiore.
Come spiegato in un testo di Martha Canfield per il numero 15 (luglio-
settembre 2009) della rivista Fili d’Aquilone, pubblicato a due mesi dalla
morte di Idea Vilariño, avvenuta poche settimane prima del poeta Mario
Benedetti, Idea e Mario sono stati «le due voci poetiche più amate della
feconda e determinante Generazione del ’45 dell’Uruguay. Erano nati
entrambi nel 1920, erano amici, sono stati insieme in molte importanti
imprese letterarie, hanno subito entrambi i soprusi della dittatura
militare degli anni ’70-’80 e sono rimasti fino alla fine fedeli ai loro
ideali e al loro impegno culturale e politico. Le loro poesie sono quelle
che i cantautori e i musicisti uruguaiani hanno musicalizzato con più
successo e popolarità. I loro versi sono citati a memoria da giovani e
meno giovani, riprodotti nelle cartoline di auguri natalizi o pasquali,
recitati negli spettacoli che ogni anno diversi gruppi allestiscono
durante il Carnevale».
«La poesia di Idea – ha scritto Martha Canfield - si presenta molto presto
come un insieme organico compiuto, concentrato su tre linee tematiche che
potremmo definire sinteticamente con tre dei suoi titoli emblematici:
Poemas de amor, Notturni e Pobre mundo. La poesia amorosa, segnata da una
ricerca di assoluto, agonica e spietata innanzi tutto con se stessa; la
“notturnità” del mondo e del vivere vista attraverso la cruda
consapevolezza della miseria umana; la pietas nei confronti del «povero
mondo» e l’aspirazione - forse utopica, sempre altamente etica - a
renderlo più giusto e meno crudele nei confronti dei disperati. Il
lancinante urlo vallejiano - «Y el hombre, pobre! Pobre!» - è anche di
Idea. Ed è in questo contesto che si inseriscono le poesie di denuncia
della tortura e dei soprusi inflitti ai dissidenti durante la dittatura».
«Ma forse – si conclude il testo di Martha Canfield - la cifra
caratteristica della sua poesia si trova, più che nella tematica, asciutta
e tagliente, nel ritmo, incalzante, fermo, rigido e perfetto. Se le sue
poesie – le sue canzoni – sono indimenticabili, esso è dovuto soprattutto
al rigore senza respiro, e senza concessioni, del suo ritmo».

Per ulteriori informazioni, Fondazione Il Fiore. Tel.: 055-225074
Profilo biografico di Idea Vilariño da “L’amore disperato nel ritmo
incalzante di Idea Vilariño” di Martha Canfield (Fili d’Aquilone, luglio-
settembre 2009)
Idea Vilariño, nata a Montevideo il 18 agosto 1920, è stata la seconda di
cinque figli. Il padre Leandro era un intellettuale, un anarchico e un
poeta, nei cui versi - pubblicati postumi dalla figlia - emerge
l’immaginario trasgressivo e fulmineo tipico delle prime avanguardie. I
genitori di Idea costituivano una coppia ben assortita, legata dall’amore
e molto premurosa nei confronti dei figli. I nomi dei cinque fratelli
esprimono il segno culturale simbolista in cui si erano formati i genitori
e sembrano annunciare il loro destino intellettuale ed artistico: Alma,
Idea, Azul, Poema, Numen.
Gran parte dell’infanzia di Idea è stata segnata dal tormento di lunghe e
penose malattie, alcune delle quali la costringevano a letto, immobile,
anche per molti mesi. Negli anni ’50 ebbe inizio la sua militanza
politica, che progressivamente l’avvicinò ai gruppi più radicali della
sinistra. Nello stesso periodo cominciò la relazione epistolare con Juan
Carlos Onetti, che presto divenne storia d’amore appassionata e lacerante,
della quale rimane testimonianza nei Poemas de amor pubblicati per la
prima volta nel 1957.
Nel 1954 soggiornò per un anno in Europa (Svezia, Francia, Spagna). Dello
stesso anno è la prima poesia “militante” scritta in occasione
dell’invasione nordamericana del Guatemala. La linea poetica militante si
sviluppò in seguito a causa delle drammatiche vicende latinoamericane -
dall’esaltante trionfo della Rivoluzione Cubana al fallimento
dell’esportazione della guerriglia, fino alla morte del Che Guevara -, ma
anche per via della guerra del Vietnam e infine, negli anni ’70, per il
clima politico oppressivo e mortale dell’Uruguay, che si risolve nella
dittatura militare durata 13 anni. Testimonianza del suo impegno politico
sono le canzoni scritte da lei e diffuse a livello nazionale e
continentale da cantanti molto popolari, come Daniel Viglietti, Alfredo
Zitarrosa e il gruppo Los Olimareños.
Per la sua esplicita opposizione al regime trascorse gli anni della
dittatura in assoluta emarginazione, dopo avere perso il suo lavoro (come
tanti altri professori).
Nel 1972 sposò Jorge Liberati, studioso di filosofia, ex allievo suo.
Malgrado la notevole differenza di età, il matrimonio durò dieci anni e si
trasformò dopo in una affettuosa e solidale amicizia. Lei tornò quindi a
vivere in solitudine, come del resto fece           per la maggior parte
della sua vita e fino alla sua morte.

Con il ritorno della democrazia in Uruguay, le venne assegnata la Cattedra
di Letteratura Uruguayana dell’Università di Montevideo. Tuttavia, dopo
tre anni diede le dimissioni perché delusa di un’Università straziata dal
passato e immobilizzata dalle disfunzioni del presente.
Nel 1987 venne finalmente riconosciuta la sua opera poetica con il più
importante premio letterario dell’Uruguay, il Premio Municipal de
Literatura.
A parte gli ultimi due anni, in cui la sua salute era notevolmente
peggiorata per cui doveva essere accudita, Idea scelse una vita ritirata,
divisa fra il suo appartamento di Montevideo e la sua casa sul mare, in
una località di villeggiatura, Las Toscas, dedicata allo studio, alla
scrittura e ad alcune poche ma intense amicizie.

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