venerdì 31 marzo 2017

3 Aprile - La Valle dei Sogni: alla scoperta della musica pianistica di Charles Griffes

Il 3 aprile al Lyceum Club Internazionale di Firenze conversazione-concerto di Luca Scarlini ed Emanuele Torquati sulle musiche per pianoforte dell’importante esponente americano dell’impressionismo musicale, in occasione dell'uscita per Brilliant Classics dell'integrale pianistica incisa da Torquati. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.



La narrazione in musica e parole del percorso creativo, originale e intenso, benché durato solo una decina di anni a causa della morte precoce, del compositore Charles Tomlinson Griffes, nato nel 1884 a Elmira, non lontano da New York, dove è deceduto nel 1920: un musicista che si è molto ispirato alla poesia e la cui opera pianistica, assai articolata, è divenuta punto di riferimento per la generazione successiva di compositori americani, primi fra tutti Charles Ives e Aaron Copland.

E’ la conversazione-concerto che terranno lunedì 3 aprile alle 19 al Lyceum Club Internazionale di Firenze il pianista Emanuele Torquati, raffinato interprete di inconsueti itinerari per il pianoforte, e Luca Scarlini, qui in veste di storyteller in scena e musicologo. Un appuntamento, organizzato dalla sezione Musica del Lyceum presieduta da Eleonora Negri, che coincide con l'uscita presso Brilliant Classics del cd con l'integrale pianistica di Charles Griffes incisa da Torquati. Nell’occasione saranno eseguite del sorprendente compositore statunitense, pressoché ignoto in Italia, le seguenti opere: “The Vale of Dreams”, che dà il titolo all’incisione di Torquati e alla conversazione-concerto, da Three Tone-Pictures op. 5 (1910-1912); De Profundis (1915); “The White Peacock”, da Roman Sketches op. 7 (1915-1916), forse il suo brano più celebre e suonato, composto in seguito alla visione di uno straordinario esemplare di pavone bianco durante una visita al giardino zoologico di Berlino; e Piano Sonata (1917-1919), nei tempi feroce-allegretto con moto, molto tranquillo e allegro vivace.

«Charles Griffes – spiega Eleonora Negri - aprì la musica americana, a cavallo della Prima Guerra Mondiale,  a una nuova, straordinaria stagione creativa: oltre ad essere tra i primi a studiare le linee di Debussy e Skrjabin, fu un pioniere nell’attenzione alla cultura sonora giapponese, che è stata tanto rilevante per le vicende statunitensi, fino alle rarefatte sperimentazioni di matrice "zen" di John Cage. Fonti di ispirazione principali furono per Griffes la letteratura e il tema del viaggio, alimentandosi ai paesaggi d’Italia e ai sogni d’Oriente».

La conversazione-concerto, a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili, è realizzata in collaborazione con Dischi Fenice e fa parte della rassegna “Il sogno. Cultura europea e storia fiorentina”, sostenuta da Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.


“La Valle dei Sogni: alla scoperta della musica pianistica di Charles Griffes (1884-1920)”

Charles Tomlinson Griffes nacque nel 1884 ad Elmira, una piccola cittadina distante circa 200 miglia da New York, terzo di 5 figli di un’eminente famiglia di avvocati del luogo.

La genealogia musicale di Griffes come pianista era prestigiosa e nel 1903 lo portò a studiare a Berlino per 4 anni.

La formazione musicale in Europa era vista in quel momento come rito di passaggio necessario per qualsiasi musicista americano aspirante ad una carriera di un certo tipo.

L’arrivo di Griffes a Berlino coincideva con la parabola del tramonto del Romanticismo e con la contemporanea espressione di nuove tendenze musicali come l’Impressionismo e l’Espressionismo. Proprio nel 1906 il nostro assistette alla prima della Salome di Richard Strauss, venendone fortemente colpito, tanto da ritornare ben quattro volte alle successive rappresentazioni; Griffes era senz’altro aggiornato sui lavori di Skrjabin, Debussy e Ravel, ma anche di Schoenberg, tanto da scrivere alla madre: “non so come potrei fare senza tutte queste cose in America”.

Di fondamentale importanza nella carriera di Griffes fu l’incontro col grande Ferruccio Busoni, che incontrò in occasione della sua tournée americana e rimase particolarmente colpito da questo giovane compositore, sponsorizzandolo presso l’editore Schirmer.

Griffes era affascinato dalla letteratura e dalla poesia e questa sua passione fu fonte d’ispirazione per una buona parte dei lavori pianistici, così come per "The White Peacock", il suo brano più celebre, entrato nel repertorio di pianisti eminenti, quali Myra Hess e Olga Samaroff. L'ispirazione gli provenne dalla visita al Giardino Zoologico di Berlino una decina di anni prima, in cui Griffes venne affascinato dalla presenza di uno straordinario esemplare di pavone bianco. Dopo i primi 3 cicli pianistici dell’op. 5, 6 e 7, Griffes imboccò una nuova direzione, che trova compiuta espressione nella Sonata (1917-1919), la cui prima esecuzione venne attaccata dalla critica, che parlò di “un vagare nel nulla, senza alcuna concessione alla bellezza”. Griffes con quest’opera apre una fase creativa purtroppo solamente abbozzata, a causa della sua morte prematura (1920), e caratterizzata da una concisione formale e da un linguaggio musicale più astratto, non legato a immagini letterarie e programmatiche, come nei cicli precedenti.

La sua inesauribile vena creativa lo portò dunque a scrivere, nel breve volgere di una decina di anni, un’opera pianistica assai articolata, divenuta punto riferimento per la generazione successiva di compositori americani, primi fra tutti Charles Ives e Aaron Copland. Lo stesso Copland gli tributò un ricordo postumo ad Harvard nel 1952, parlando di lui come di "pioniere che lasciò in eredità ai suoi  successori uno spirito di avventura e una sete di scoperta legati alle tendenze più aggiornate della composizione musicale contemporanea".



Vincitore di numerosi premi in Italia e all’estero, Emanuele Torquati, suona regolarmente in Europa, Canada, America e Africa, in centri musicali quali Addis Abeba, Buenos Aires, San Francisco, New York, Chicago, Toronto, Banff, Vancouver, Boston, Strasbourg, Paris, Lyon, Leipzig, Berlin, Munich, Krakow, Ljubljana, Kiev, Prague, Graz, Milano e Roma, e per Festival quali Alte Oper Frankfurt, Columbia University Fall Series, MITO Settembre Musica, Concerti del Quirinale, Maggio Musicale Fiorentino, Klangspuren, Heidelberger Frühling, Teatro Colon Buenos Aires. Le sue esecuzioni sono state trasmesse da emittenti prestigiose, quali RAI, BBC Radio3, Deutschland Radiokultur, MDR Kultur, Radio France, Radio Svizzera, RTE Lyric ed Euroradio. Si è esibito come solista con l’Orchestra Filarmonica di Buenos Aires, Lithuanian National Symphony Orchestra, Avanti! Chamber Orchestra, ORT Orchestra Regionale della Toscana, con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino. La sua attivitá artistica è stata sostenuta da prestigiose istituzioni, quali Federazione CEMAT, Accademia Musicale Chigiana, DAAD, Ambassade de France en Italie, Universität für Musik und Darstellende Kunst Graz, New England Conservatory, Ensemble Modern. Già artist in residence presso The Banff Centre con il progetto “Voyage Messiaen”, ed in seguito con “Intimate Sketches – Visioni su Leos Janacek”, nel 2014 è stato invitato come artista in residenza presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi nel quadro del programma “Les Promesses de l’Art”.

A livello discografico, ha al suo attivo l’integrale dell’opera di Albert Roussel nel doppio CD “Promenade Sentimentale” e l’integrale pianistica di Alexander Zemlinsky per Brilliant Classics, oltre all’uscita in prima assoluta con Samy Moussa per COL LEGNO. In duo con il violoncellista Francesco Dillon ha realizzato tre CD di rarità schumanniane e l’integrale delle opere di Franz Liszt. Nel 2017 sono in uscita il Cd solistico "La Valle dei Sogni" con opere di Charles Griffes e un Album di Rarità brahmsiane. La passione per la musica contemporanea lo ha portato ad eseguire in prima esecuzione svariate opere cameristiche e per pianoforte solo e a lavorare intensamente con compositori di primo piano, quali: Salvatore Sciarrino, Sylvano Bussotti, Wolfgang Rihm, Kaija Saariaho, Beat Furrer, Jonathan Harvey, Brett Dean, Magnus Lindberg, Peter Ablinger e con artisti quali Isabel Charisius, Matthias Pintscher, Marisol Montalvo, Garth Knox, Susanne Linke, Inon Barnatan, Quartetto Prometeo. In campo didattico è stato invitato a tenere Masterclasses da istituzioni quali IULM, G.A.M.O., Scuola di Musica di Fiesole, Conservatorio statale “F. Bonporti” di Trento, “B. Marcello” di Venezia, “L. Perosi” di Campobasso, “V. Bellini” di Palermo ed all’estero, in Irlanda per il Trinity College di Dublino, negli Stati Uniti (Longy School of Music di Boston e Boston University) ed in Argentina (Università di La Plata). Dopo essersi diplomato a Firenze sotto la guida di Giancarlo Cardini, si è perfezionato con Konstantin Bogino, lavorando inoltre con Alexander Lonquich, Yvonne Loriod-Messiaen, Ian Pace e Michael Wendeberg. Parallelamente ha approfondito il repertorio cameristico con Franco Rossi prima, con il Trio di Trieste poi, presso la Scuola Superiore Internazionale di Duino, conseguendovi il Diploma di Merito. Dal 2010 è direttore artistico della stagione di musica contemporanea “music@villaromana” di Firenze.



Luca Scarlini è saggista, drammaturgo, storyteller in scena, spesso insieme a cantanti, attori e anche in veste di interprete. Insegna all’Accademia di Brera e in altre istituzioni italiane e straniere; collabora con numerosi teatri e festival in Italia e all’estero. Collabora con Radio3 e ha scritto in molti contesti sulle relazioni tra musica e società, intervenendo nei programmi di sala di vari teatri europei, curando anche rubriche per il Teatro Regio di Torino. Suoi testi sono tradotti in numerose lingue. Tra i suoi libri: La musa inquietante (Cortina) Equivoci e miraggi (Rizzoli), D’Annunzio a Little Italy (Donzelli), Lustrini per il regno dei cieli (Bollati Boringhieri). Scrive regolarmente su “Alias” del Manifesto e su “L’Indice dei Libri”.

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