lunedì 3 ottobre 2016

Fino al 31 ottobre - Accademia delle Arti del Disegno di Firenze - Luci e oscurità Mostra di pittura e scultura

Maria Beatrice Coppi
Luci e oscurità
Mostra di pittura e scultura
A cura di Domenico Viggiano

 

Dal 1 al 31 ottobre 2016 l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze,
presso la Sala delle Esposizioni in Via Ricasoli n.68, angolo Piazza San
Marco, ospita la mostra dell’artista Maria Beatrice Coppi dal titolo “Luci
e oscurità”, curata da Domenico Viggiano, Segretario Generale
dell’Accademia delle Arti del Disegno. Una selezione di cinquanta opere che
presenta nitidi richiami alla classicità, i cui soggetti, cavalli,
centauri, figure del mito, eroi armati o le divinità del pantheon greco-
romano, evocano armonie antiche e nelle quali frequente è il ricorso al
tema della battaglia, della lotta interiore tra bene e male.
Maria Beatrice Coppi ha voluto che questa esposizione fiorentina fosse
fortemente improntata alla presenza di elementi quali la luce e l’oscurità,
elementi che scandiscono l’umana percezione visiva: “È il theatrum mundi
quello che appare a chiunque si avvicini all’arte di Beatrice Coppi: il
racconto di una ricerca interiore che non si pone limiti. Il gioco
euristico dell’esistenza viene qui riproposto nei toni pacati, così come in
quelli dolorosi, attraverso la forma ed il colore che marcano le tele e si
trasferiscono negli affreschi per arrivare persino nelle plasticità della
statuaria” commenta Domenico Viggiano.
Il percorso della mostra procede attraverso composizioni dai toni
eterogenei: cavalli in fuga che si liberano verso orizzonti sconosciuti,
battaglie che costellano le quotidiane tribolazioni, la luce che conduce
alla conoscenza, l’emozione di un volto antico, costituiscono elementi
cardine di una trama unitaria. Il tema dell’uomo, nella sua complessità ed
interezza fisica, metafisica ed esistenziale è al centro di ogni
composizione così come presente è anche il binomio tra corpo e anima,
materia e spirito, razionalità e sentimento, mito e verità.
Cristina Acidini, Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, afferma
che “il fervore espressivo di Maria Beatrice Coppi si caratterizza
specialmente per il talento inventivo nell’uso delle tecniche artistiche,
che sono ben rappresentate in questa mostra. Non solo la lunga e intensa
esperienza artistica della Coppi, ma anche la formazione nel restauro
(acquisita nella benemerita Università Internazionale dell’Arte di
Ragghianti e di Baldini) le mettono a disposizione un ampio ventaglio di
possibilità, dalle più comuni alle più elaborate e rare. Per la solidità e
la fermezza delle figure umane, simboliche o ritrattistiche, sono prescelte
la scultura in pietra e gres e la pittura naturalistica, quest’ultima così
inserita nel solco della tradizione da avvalersi della difficile e nobile
tecnica dell’affresco, appresa durante il percorso formativo in restauro.
Una ricerca tutta speciale ha poi permesso alla Coppi di creare teste di
vetro soffiato, con inclusioni colorate e d’oro, da accompagnare al bronzo:
il risultato è singolare, per l’evidente fragilità del materiale e la rarità
dello specialismo richiesto nel progetto e nell’esecuzione”.
Dopo gli studi classici, Maria Beatrice Coppi si dedica alla pittura e
successivamente alla scultura ed alla ceramica, appropriandosi di diverse
tecniche espressive: la ceramica a lucignolo e a lastra, il gres policromo,
smaltato e con chamotte, la scultura su pietra, il bronzo, nonché il vetro
soffiato, per approdare poi all’affresco che esalta attraverso un’attenta
sensibilità alla luce e un’elevata tensione poetica, perché come lei stessa
afferma: “Ho sempre avuto sete di apprendere e sperimentare tutte le
tecniche e le materie: olio, tempere, pastelli, pennello, spatola,
affresco, tele, tavole, terre e scultura, nella consapevolezza che sempre
c’è da imparare da tutto e da tutti”.
Maria Beatrice Coppi ha seguito l’esempio dei suoi maestri dai quali ha
appreso le tecniche ed ha poi proseguito libera nell’espressione; tra essi,
certamente, è stata significativa l’influenza di Salvatore Cipolla,
ritenuto uno dei più importanti scultori e ceramisti italiani scomparso nel
novembre 2006 a Sesto Fiorentino. Nato in Sicilia, dove aveva iniziato a
modellare sin dalla prima infanzia, a soli 16 anni si era trasferito a
Firenze, studiando all’Istituto di Porta Romana, Salvatore Cipolla aveva
manifestato grande apprezzamento per Maria Beatrice Coppi, sottolineandone
la “caparbietà” con cui l’allieva sperimentava le potenzialità offerte
dalla lavorazione plastica della ceramica e soprattutto la bellezza della
policromia che otteneva con le tecniche del Nuriage. Maria Beatrice Coppi
ha esposto nelle principali città sia in Italia che all’estero, riscuotendo
sempre larghi consensi di pubblico e di critica, ha ricevuto importanti
premi e ambiti riconoscimenti. Sue opere si trovano in collezioni sia
pubbliche che private.
La mostra è promossa dall’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze ed è
realizzata preso la Sala Esposizioni dell’Accademia in via Ricasoli n.68,
dal 1 al 31 ottobre 2016, con il Patrocinio della Regione Toscana e del
Comune di Firenze.


La mostra resterà aperta fino al 31 ottobre 2016 con i seguenti orari:
da martedì a sabato: ore 10.00 - 13.00 / 17.00 - 19.00
domenica: ore 10.00-13.00
Lunedì chiuso.
Ingresso libero.

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