lunedì 24 ottobre 2016

25 Ottobre - Fondazione Il Fiore - Paolo Stefanini presenta a Firenze ‘Il Buio e la Farfalla’

Il 25 ottobre alla Biblioteca Umanistica di Firenze il poeta Paolo Stefanini, Premio Montale Fuori di Casa 2015 nella sezione “Poesie di viaggio”, presenterà la sua ultima silloge, pubblicata da Giovane Holden Edizioni nel 2016. Intervengono Adriana Beverini e Barbara Sussi. Coordina l’incontro Maria Giuseppina Caramella, presidente della Fondazione il Fiore. Ingresso libero.



Un libro in bilico fra passione civile ed echi esistenziali che conferma l’ispirazione poetica dell’autore, capace di dipingere una tela multicolore di sensazioni, percezioni e speranze. E’ l’ultima silloge di Paolo Stefanini, poeta pisano vincitore del Premio Montale Fuori di Casa 2015 nella sezione “Poesie di viaggio”, e si intitola ‘Il Buio e la Farfalla’. L’ha pubblicata quest’anno Giovane Holden Edizioni.

Sarà lo stesso Stefanini a presentarla martedì 25 ottobre, alle 17,30, alla Sala Comparetti della Biblioteca Umanistica di Firenze (piazza Brunelleschi 3/4) in un incontro a ingresso libero organizzato dalla Fondazione il Fiore. A parlare della sua raccolta poetica interverranno, dopo il saluto di Floriana Tagliabue, direttore della Biblioteca Umanistica fiorentina, Adriana Beverini e Barbara Sussi del Premio Montale Fuori di Casa. Maria Giuseppina Caramella, presidente della Fondazione il Fiore di Firenze, coordinerà la presentazione.

Il “Buio” a cui si allude nel titolo, spiega nella postfazione del libro Adriana Beverini, è «quello della grande Storia, che ha travolto la vita di milioni di giovani, siano stati essi poveri fanti della Prima Guerra mondiale, oppure oscuri partigiani nel secondo conflitto bellico. […] Ma è anche il Buio della nostra Storia recente, della vergogna che ci sta davanti agli occhi: il buio della schiavitù sommersa cui sono sottoposti i profughi» e, ancora, il buio a cui sono condannati quei milioni di persone che non vivono nella parte più fortunata del pianeta e che sono stati immortalati in tanti scatti in bianco e nero di Sebastiao Salgado. Questo è il tema della prima sezione della silloge di Stefanini. Nella seconda, a cui rinvia “la Farfalla” del titolo, si entra in un’atmosfera di intimismo e di sospensione temporale che perde il dato concreto e lo trasfigura nella dimensione lirica a-temporale. La poesia ripiega su se stessa, predilige un tono più pacato e riflessivo, rimanda alla fugacità del tempo, alla precarietà delle cose e dei sentimenti terreni.

«La cifra espressiva di questo autentico poeta – scrive concludendo la prefazione del libro Roberto Pazzi – è legata a una conoscenza sicura dei classici e della tradizione lirica che va da Ungaretti a Montale, dal Rebora della guerra di trincea, a una certa cantabilità sabiana, con un sapiente uso della metrica, e un gioco efficace di allitterazioni e assonanze che riconduce il verso alle antiche affinità originario col canto».





Per ulteriori informazioni, Fondazione Il Fiore. Tel.: 055-225074

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