martedì 24 maggio 2016

Un Giardino in Palazzo - Gli orti pensili della Reggia medicea

È stato inaugurato lunedì 23 maggio il giardino pensile in Palazzo Vecchio: l’allestimento – promosso dai Musei Civici Fiorentini e curato dall’Associazione MUS.E con la sponsorizzazione tecnica del Gruppo Zelari / Euroambiente e il sostegno di IVV, Industria Vetraria Valdarnese  – rievoca gli orticini che erano presenti a metà Cinquecento nella reggia ducale di Cosimo I de’ Medici e di Eleonora di Toledo, innestati fra le severe mura di pietra forte dell’edificio per sopperire alla mancanza di un giardino propriamente detto, concepiti come occasione di piacere e di svago e utili a soddisfare ogni necessità o ghiribizzo, come «poter quasi di camera corre l’insalata, e di notte col lume della lucerna, e avere le frutte a ore strane» (G. V. Soderini, Trattato degli orti e dei giardini).

Una “meraviglia verde” per la vista e per l’olfatto, grazie a cui il pubblico potrà immergersi nei gusti e nelle atmosfere della corte medicea del XVI secolo. Sede dell’allestimento è il Terrazzo di Saturno, uno dei tanti spazi aperti, logge, terrazzi e terrazzini realizzati durante le trasformazioni dell’edificio in residenza ducale, la cui denominazione  deriva dalla presenza di una serie di dipinti sul soffitto dedicati al dio Saturno e che offre una vista spettacolare del lato sud-orientale della città. Poiché i dipinti necessitano di un urgente intervento di consolidamento e recupero, in correlazione al giardino è stata avviata una campagna di sensibilizzazione e crowdfunding destinata appunto al loro restauro. Anche il progetto del giardino rimane aperto all’ingresso di nuovi partner per sponsorizzazioni e iniziative di supporto.

Il giardino sarà visitabile fino al 25 settembre, senza maggiorazione sul biglietto d’ingresso a Palazzo Vecchio. Per i visitatori sarà disponibile gratuitamente un booklet in italiano/inglese che racconta le ragioni, i caratteri e le specifiche del giardino.

Che cos’erano quindi gli orticini? Il termine poteva indicare limitate porzioni di giardino ma anche grandi vasi o contenitori – in terracotta o in bronzo – nei quali coltivare piante e primizie. E nel Palazzo Ducale questi «orti» non potevano mancare, considerando l’interesse e l’affezione che sia Cosimo I de’ Medici sia Eleonora di Toledo nutrivano per il mondo della natura: da una parte il Duca, attento studioso delle scienze naturali, capace di promuovere un vero e proprio “Rinascimento botanico” in Toscana (basti ricordare l’istituzione degli Orti botanici di Pisa e di Firenze); dall’altra la Duchessa, che già nel palazzo paterno a Napoli aveva goduto di meravigliosi giardini pensili affacciati sul golfo e che, giunta a Firenze, seguirà con cura i giardini delle diverse residenze medicee, come quello della nuova reggia di Pitti ma anche gli orticini del palazzo di piazza, probabilmente collocati alla sommità dell’edificio, in prossimità del camminamento di ronda: «fu la nuova abitazione adornata con tutto il fasto, e la Duchessa vi aggiunse ancora la delizia con l’annesso di alcuni orti pensili che fecero l’ammirazione della Città.» (R. Galluzzi, Istoria del Granducato di Toscana sotto il governo Medici, 1781).

Luoghi di delizie capaci di dilettare e stupire, cui d’altronde faceva eco un progetto decorativo in palzzzo che proprio alla natura si ispirava ampiamente. Basta osservare ancora oggi i soffitti decorati e le pareti dipinte per scorgervi numerosissime raffigurazioni floreali e trionfi di frutta e primizie, allegorie della floridezza dello stato mediceo ma anche testimonianze accurate delle nuove piante arrivate da ogni parte del mondo. Né possiamo dimenticare il piccolo scrittoio di Cosimo dipinto da Francesco Ubertini detto il  Bachiacca, nel quale l’iconografia botanica trova il suo apice: sulle pareti si stagliano numerose piante, frutti e ortaggi, quasi una sorta di erbario murale.

Le specie proposte nel giardino odierno sono il frutto di una selezione delle piante individuate nelle fonti archivistiche, iconografiche e storico-letterarie. L’allestimento – che segue i princìpi di ordine e simmetria dell’età moderna attualizzandoli in chiave contemporanea – propone al pubblico Vasi di agrumi, spalliere di frutti, cespugli di melograni e di rose, ortaggi e primizie, erbette aromatiche, forme topiate di bosso e alloro, echi dei fantasiosi sempreverdi rinascimentali «in foggia di palloni, guglie, cavalli, draghi, animali che son di grande spasso a quelli che vengono a visitar cotal luogo» (Del Riccio 1595).

Durante il periodo di allestimento saranno organizzati appuntamenti rivolti al grande pubblico: sono previste visite tematiche per adulti e laboratori polisensoriali per bambini (sabato 11 e 18 giugno, sabato 10 e 24 settembre), nonché tre “conversazioni” di taglio divulgativo tenute da esperti del settore: la prima, sul tema del giardino fra storia e contemporaneità, avrà luogo mercoledì 8 giugno e sarà tenuta da Giorgio Galletti e Tessa Matteini; la seconda, dedicata alle piante alla corte dei Medici fra scienza, agricoltura e arte, avrà luogo mercoledì 15 giugno e sarà tenuta da Maria Adele Signorini; la terza e ultima, a  conclusione del progetto, avrà luogo mercoledì 21 settembre, centrata sul verde mediceo in città e sarà tenuta da Elisabetta Stumpo.
Accesso incluso nel biglietto del Museo di Palazzo Vecchio.   

info@muse.comune.fi.it
www.musefirenze.it

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