martedì 17 maggio 2016

Fino al 4 settembre - Gallerie degli Uffizi: gli “Sguardi sul Novecento” del Gabinetto Disegni e Stampe Si intitola “Sguardi sul Novecento. Disegni di artisti italiani tra le due guerre”

Gallerie degli Uffizi:
gli “Sguardi sul Novecento” del Gabinetto Disegni e Stampe
Si intitola “Sguardi sul Novecento. Disegni di artisti italiani tra le due guerre” la mostra
che dal 17 maggio al 4 settembre 2016 sarà allestita nella Sala Edoardo Detti del Gabinetto
Disegni e Stampe delle Gallerie degli Uffizi, a Firenze.
In esposizione ci saranno 37 opere, fra disegni e stampe, per lo più sconosciute al grande
pubblico e riferibili ai primi 30 anni del Novecento, costituenti una significativa selezione di
acquisizioni pervenute tramite donazioni o acquisti al Gabinetto Disegni e Stampe dal 2004
al 2015, se si esclude una sola opera donata nel 1986.
“L’invenzione della fotografia, i nuovi linguaggi dell’arte astratta delle avanguardie e le tragedie
umane del Novecento hanno fondamentalmente trasformato la ritrattistica del XX secolo – afferma
il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt -. Queste opere, presentate per la prima volta
nella mostra, essendo su carta e quindi più delicate, risultano tra le meno conosciute della
collezione degli Uffizi, la più antica e ricca raccolta di autoritratti al mondo”.
La scelta di quei fogli, eloquenti testimonianze della complessità dei primi decenni del cosiddetto
‘secolo breve’, segue una chiave di lettura che privilegia la rappresentazione di figure e volti, ritratti
– talora autoritratti – indagati con efficace introspezione psicologica. Ne nasce un doppio gioco di
rimandi: lo sguardo dell’artista sul personaggio oggetto della sua attenzione, e lo sguardo del
ritrattato verso l’osservatore; entrambi evidenziano le varie modalità con cui il genere del ritratto ha
resistito tenacemente alla dissoluzione della rappresentazione realistica della figura umana,
attraversando l’arte del secolo scorso.
“La particolare chiave di lettura adottata per la presentazione delle acquisizioni del GDS
esposte - aggiunge Marzia Faietti, Curatore del Gabinetto Disegni e Stampe delle Gallerie degli
Uffizi - intende valorizzare la costante aspirazione al moderno, se non addirittura al
contemporaneo, riscontrabile nella collezione grafica degli Uffizi sin dal nucleo iniziale delle
raccolte medicee. La scelta cronologica delle acquisizioni relative al Novecento, d’altra parte, è
motivata dalla densità storica di quel secolo, che in fondo ci siamo lasciati alle spalle da poco, ma
che viceversa sembra assai lontano, anche se gli avvenimenti più drammatici della sua prima metà
hanno lasciato tracce indelebili nella memoria individuale e collettiva”.
Il taglio interpretativo suggerisce percorsi che indagano le diverse declinazioni dell’arte in quei
brevi e intensi decenni, soprattutto in Toscana, tra realismo, avanguardie e radicamenti nella locale
tradizione figurativa. Se ne evince la persistenza del ritratto in un contesto storico segnato dalle
religioni secolari della nazione, dello stato, della classe e della razza. Sono sguardi che
preannunciano eventi drammatici o che si sottraggono al confronto con altri sguardi, nel tentativo di
nascondersi.
Tale ambivalenza emerge con chiarezza negli artisti selezionati: da Anders Zorn a Giannino
Marchig, da Emilio Mazzoni Zarini a Giovanni Costetti, e ancora Aselmo Bucci, Ram e Thayat,
Giuseppe Lunardi, Pietro Bugiani, Kurt Craemer, Primo Conti, Mario Romoli, Giuseppe Lanza del
Vasto, Alberto Giacometti e Marino Marini.
Il tema è in definitiva la riaffermazione dell’individualità davanti al divenire di una modernità che
ridisegna costantemente il nesso tra singolo e collettività, osservata in quegli anni cruciali tramite lo
sguardo degli artisti, capaci di cogliere attraverso la rappresentazione del corpo – e in particolare
del volto – il processo di formazione dell’identità. Come ebbe a dire Georg Simmel, «non c’è nel
mondo visibile alcuna struttura che come il volto umano riesca a convogliare una così grande
varietà di forme e superfici in una così incondizionata unità di senso».
Visitabile durante gli stessi orari della Galleria degli Uffizi (dal martedì alla domenica, ore 8.15-
18.50), la mostra è a cura di Marzia Faietti e Giorgio Marini, con la collaborazione di Valentina
Martino, Bruno Mascellino e Pierluca Nardoni; l’esposizione è completata dal catalogo edito da
Giunti a cura di Marzia Faietti, Giorgio Marini, con la collaborazione di Valentina Martino, Bruno
Mascellino e Pierluca Nardoni e con un saggio di Daniele Menozzi.

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