martedì 12 aprile 2016

12 Aprile - Lyceum Club Internazionale: Esposizione di allievi e maestri di scultura e grafica d’arte dell’Accademia

Esposizione di allievi e maestri di scultura e grafica d’arte dell’Accademia

Il 12 aprile al Lyceum Club Internazionale di Firenze inaugurazione della seconda mostra di giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti con i loro docenti: esposte opere di 20 allievi delle scuole di scultura e di arte grafica e dei maestri Stefano Patti e Francesco Roviello. La mostra è visitabile in occasione delle manifestazioni del Lyceum sino al 13 giugno. Ingresso libero.


Opere di 13 allievi della “Scuola di Scultura” introdotte e in dialogo con opere di 7 allievi della “Scuola di Grafica d’Arte”: le creazioni di vario indirizzo stilistico, dalla forma astratta al figurativo, di venti giovani che studiano all’Accademia di Belle Arti di Firenze, accompagnate da quelle di alcuni dei loro insegnanti, in un accostamento che allude al confronto quotidiano delle lezioni.

E’ l’esposizione “Maestri e allievi dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. 2”, a cura di Elisa Acanfora, Carlo Falciani e Cristina Frulli, che viene inaugurata martedì 12 aprile alle 18 al Lyceum Club Internazionale di Firenze (via Alfani 48, ingresso libero). Una mostra che rappresenta la seconda tappa di un percorso di collaborazione fra sezione Arte del Lyceum e Accademia avviato lo scorso 4 febbraio con un’esperienza espositiva analoga, ma riservata soltanto alla Scuola di Grafica e dedicata soprattutto alle incisioni.

Le sale del Lyceum in Palazzo Giugni Fraschetti offrono una dimensione da salotto ottocentesco, dove le differenti anime della scultura dialogano con la grafica alle pareti, con i libri, con gli arredi e invitano a recuperare, attraverso modi espositivi domestici, il sapore e l’entusiasmo di un iter di formazione documentato nei differenti stadi. Nelle varie prove il visitatore riconoscerà certamente tributi verso maestri storici o contemporanei.

Espongono i seguenti allievi della “Scuola di Scultura”: Francesco De Tommaso, Claudia Di Francesco, Antonio Fariello, Elisa Garro, Ting Hong, Marta Motti, Uber Passatelli, Albanascente Pennetti, Schasa Ricci, Giacomo Santini, Giulia Vaccari, Matteo Vescovi, Maria Zanon; e per la “Scuola di Grafica d’Arte”: Ferdinando Andreozzi, Oliviero Biagetti, Marika Fanin, Olivia Kasa, Milo Maffi Giulianini, Luis Pardo, Ludovico Riviera.

I maestri che espongono sono Stefano Patti, docente di “Scultura”, e Francesco Roviello, insegnante di “Tecniche del marmo e delle pietre dure”. Nella mostra sono coinvolti anche i corsi di “Formatura, tecnologie e tipologie dei materiali” del prof. Stefano Castelli, di “Grafica d’arte” della prof.ssa Silvia Montanelli e di “Tecniche calcografiche sperimentali” della prof.ssa Maria Fabiola Ungredda.

Le attività del Lyceum Club Internazionale di Firenze hanno il sostegno dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e il patrocinio del Comune di Firenze.


«Fondato nel 1908, e oggi presieduto da Donatella Lippi, il Lyceum Club Internazionale di Firenze vanta una splendida tradizione di esposizioni d’arte, a partire dalla celebre prima mostra italiana dell’impressionismo, allestita nel 1910 nella sede originaria in via Ricasoli al n. 28. Accogliendo il suggerimento di Ardengo Soffici, e con l’appoggio di Papini e di Prezzolini, il Lyceum, presentandosi nel contesto cittadino e internazionale con quella mostra, si poneva, sino dal momento della sua istituzione, su un piano straordinario di modernità e si segnalava per una sensibilità particolare alle correnti innovative, oltre che nella cultura nelle sue varie e più generali declinazioni, specificatamente nell’arte figurativa. Insieme alla letteratura, i rapporti internazionali, la musica, la scienza e le attività sociali, l’arte è sempre stata presente tra i “campi intellettuali” previsti, da statuto, per le attività del Lyceum (nello statuto del 1908 la Sezione era intitolata alla “Pittura, scultura e arte industriale”).

In linea con l’illustre tradizione Lyceista, che vogliamo altresì ricordare attraverso mostre retrospettive come quella dell’anno passato dedicata alla pittrice Elena Salvaneschi, si vuole dare spazio alle novità, accogliendo le opere dei giovani talentuosi dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, accompagnate da quelle dei loro Maestri, ciò che dà il senso della originalità, in una continuità degli orientamenti, del magistero fiorentino».

Elisa Acanfora (Presidente della Sezione Arte), Maria Claudia Bianculli (Vicepresidente della Sezione Arte)


«L’Accademia di Belle Arti di Firenze, la più antica in Europa, originata nel 1563 per volere di Cosimo I de’ Medici e di Giorgio Vasari come Accademia del Disegno, e rifondata da Pietro Leopoldo di Lorena nel 1783, vanta ancora oggi ricchi e articolati insegnamenti sia storici ed estetici sia indirizzati alle ricerche espressive della cultura visiva attuale, riuniti nelle Scuole di formazione triennale di I° livello in Pittura, Scultura, Grafica, Decorazione e Scenografia, e nei Bienni specialistici di II° livello in Arti Visive e Nuovi Linguaggi Espressivi, Progettazione e Cura degli Allestimenti Artistici, Progettazione Plastica per la Scenografia Teatrale. L’Accademia mantiene nelle aule e nei laboratori la sua peculiarità didattica in cui il difficile e misterioso processo dell’ideazione incontra le vie molteplici della forma e i più diversi materiali. Un tempo comprensiva degli insegnamenti di Architettura fino al suo passaggio a Facoltà universitaria, nonché di Musica – attuale Conservatorio Luigi Cherubini ‒ e di un indirizzo artistico e scientifico applicato all’industria e al territorio, l’Istituzione ha avuto da sempre il compito civile di educare ai valori della conoscenza umanistica e della storia e alla loro promozione.

In questa linea, accogliere l’invito generoso dello storico Lycem Club Internazionale di Firenze che apre le stanze di palazzo Giugni Fraschetti per ospitare opere e prove di studenti di tutti gli indirizzi, non esclusi gli allievi più giovani, e dei rispettivi Maestri lungo tre appuntamenti annuali a partire da questo 2016, è sembrato all’attuale direttore dell’Accademia, Eugenio Cecioni, una straordinaria opportunità di mantenere vivo il dialogo con la cultura più attenta della città, pronta nei suoi risvolti più sensibili, ad accogliere, in queste esposizioni, le propensioni sincere e spesso fragili di chi oggi, a poco più di vent’anni, si apre al mondo con l’intento di conoscere la propria e l’altrui umanità».



Carlo Falciani, Cristina Frulli (Docenti di Storia dell’arte moderna)

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