mercoledì 23 dicembre 2015

Lingua e Sport

(Fonte: Sette) a cura di Roberto Di Ferdinando

Lanfranco Caretti (Ferrara 1915-Firenze 1995) laureato in Lettera a Bologna, fu docente di Letteratura italiana all’Università di Pavia e, dal 1964, a Firenze. Caretti dedicò la sua vita accademica allo studio dei classi italiani (Ariosto, Tasso, Dante, Manzoni, Parini, Vittorio Alfieri, Montale, Solmi, Vittorio Sereni), lasciando un’eccelsa produzione scientifica. Ma il suo lascito riguarda anche saggi riguardanti l’uso della lingua negli sport, specialmente l’uso e la traduzione di termini sportivi stranieri. Nel 1973, la casa editrice fiorentina Vallecchi, pubblica un saggio di Caretti, dal titolo, Lingua e Sport. Caretti sottolinea come ormai molte parole sportive conosciute nelle lingue di quei paesi dove sono stati inventati quegli sport, siano state tradotte in italiano (free kick=calcio di punizione, foot judge=giudice di fondo): “la maggior parte dei termini tecnici stranieri si può considerare ormai sostituita, anche se hanno resistito incrollabilmente alcune parole la cui eccezionale fortuna è dovuta soprattutto alla loro estrema economicità, invano emulata dalla nostra lingua. Si pensi a goal o stop nel calcio, a smash e set nel tennis, a break nel pugilato, a sprint e stayer nel ciclismo, a crawl nel nuoto e via dicendo”. Resistono invece altri termini stranieri, si pensi al  doping (dal francese), oppure dalla lingua inglese: corner, match point, assist….
RDF

Nessun commento:

Posta un commento