martedì 20 ottobre 2015

Dal 25 ottobre - Suoni riflessi 2015: “I quattro elementi” e i loro emozionanti riflessi in musica

Suoni riflessi 2015: “I quattro elementi” e i loro emozionanti riflessi in musica 

Nella Sala Vanni di Firenze, le domeniche mattina dal 25 ottobre al 22 novembre, i concerti-spettacolo della XIII edizione del festival di musica classica: “Aria”, “Fuoco”, “Terra” e “Acqua”, più il tradizionale evento finale su Pinocchio, stavolta nel “campo dei miracoli”. L’apertura è nel segno della “follia di Spagna” musicale di Marais con quella poetica di Alda Merini impersonata da Maddalena Crippa. Protagonisti del festival, con Mario Ancillotti e l’Ensemble Nuovo Contrappunto, pure Claude Hauri, Alberto Batisti in veste anche di gourmet, Matteo Fossi e altri eccellenti interpreti, ma soprattutto un’inedita galleria di autori del passato e del presente. Tre prime esecuzioni (di Portera, Vacca, Quadranti), oltre alle due per Pinocchio (di Aliboni e Chisci). Il 24 e 31 ottobre e il 14 novembre le prove aperte di ‘Svelare la musica’.



Sarà l’attrice Maddalena Crippa, quale interprete della voce poetica di Alda Merini in uno spettacolo sui misteri della follia espressi in parole e musica, la perturbante musa che aprirà il 25 ottobre la XIII edizione del festival musicale ‘Suoni riflessi’. Un originale e vertiginoso percorso attraverso i possibili riflessi nella musica classica e non solo dei “Quattro elementi”: l’aria, il fuoco, la terra e l’acqua. Con l’ultimo concerto-spettacolo ancora una volta dedicato a Pinocchio, su musiche create per l’occasione da giovani compositori.

La manifestazione musicale ideata e curata dal flautista e direttore d’orchestra Mario Ancillotti, con il suo Ensemble Nuovo Contrappunto, pure quest’anno ha scelto un programma colto e ricco di musica contemporanea, stimolante e divertente anche per i non esperti, grazie fra l’altro al dialogo con la letteratura, la scienza e la gastronomia. Cinque appuntamenti per cinque domeniche mattina consecutive, alle ore 11, dal 25 ottobre al 22 novembre, presso la sala Vanni di Firenze, a cui si aggiungeranno nei sabati 24 e 31 ottobre e 14 novembre (alle 18 sempre in Sala Vanni) le tre prove aperte a ingresso libero di ‘Svelare la musica’, in ciascuna delle quali si potrà assistere alla messa a punto dell’evento del giorno successivo. «Per toccare con mano – sottolinea Mario Ancillotti – come viene pensato, preparato e realizzato uno spettacolo musicale».

Tra i protagonisti di Suoni riflessi 2015, insieme ad Ancillotti, all’Ensemble Nuovo Contrappunto e a Maddalena Crippa, vi saranno il violoncellista Claude Hauri, il musicologo Alberto Batisti, il pianista Matteo Fossi, il soprano Silvia Tocchini, il pianista Antonino Siringo YekNur ed altri eccellenti interpreti. Ma soprattutto una inedita galleria di autori del passato (di cui molti del ‘900) e del presente (in particolare, ma non soltanto, giovani compositori), come testimoniato dalle prime esecuzioni di musiche di Andrea Portera (‘Trio giallo’, 25 ottobre), Roberta Vacca (‘Note di gusto – ricette regionali per voce ed ensemble’, 8 novembre) e Luigi Quadranti (‘Pioggia – sereno al Tremorgio’, 15 novembre), oltre alle composizioni di Enea Chisci e Jacopo Aliboni per lo spettacolo conclusivo su Pinocchio (22 novembre).

Nel concerto-spettacolo del 25 ottobre, intitolato “Aria - follia”, «il simbolo sensibile della vita invisibile» viene «accostato – spiega Mario Ancillotti – a quanto di segreto e misterioso c’è nella follia, in quella poetica e sconvolgente di Alda Merini, ma anche in quella più recondita e indecifrabile della musica». Maddalena Crippa interpreta emozionanti testi di Alda Merini da ‘L’altra verità – diario di una diversa’ (1986) alternati a musiche di Marin Marais, Niccolò Castiglioni, Franz Schubert, Andrea Portera (1a esecuzione) e libere improvvisazioni eseguite da Mario Ancillotti (flauto), Claude Hauri (violoncello) e Antonino Siringo YekNur (pianoforte). Lo spettacolo del 25 ottobre sarà preceduto sabato 24 ottobre, alle 18, dalla prima prova aperta di ‘Svelare la musica’, con Maddalena Crippa, Mario Ancillotti, Claude Hauri e Antonino Siringo YekNur sui brani in programma il giorno dopo.

Seguirà, l’1 novembre, “Fuoco – Stelle: nascita, vita e morte”, in cui il dinamismo del fuoco sarà rappresentato dalle trasformazioni delle stelle, e alle spettacolari immagini del cosmo della Nasa illustrate da Sandro Fossi si accompagneranno musiche di Edgard Varèse, Lowell Lieberman, Domenico Scarlatti, Pierre Boulez, Fryderyk Chopin e Johann Sebastian Bach suonate dal flauto di Ancillotti, il piano di Matteo Fossi e il duo Chiara Pavan – Eugenia Canale (flauto – pianoforte). Ogni brano musicale evocherà una differente fase della vita di una stella. Sabato 31 ottobre, alle 18, una prova aperta con Mario Ancillotti, Sandro Fossi e il duo Pavan – Canale in cui si metteranno a fuoco le composizioni di Boulez e Varèse.

L’8 novembre è la volta di “Terra – gastronomia musicale”, un divertimento sensuale e intellettuale al tempo stesso - che riprende con varianti uno spettacolo-concerto di grande successo di alcuni anni fa - condotto dal musicologo, nonché eccellente gourmet, Alberto Batisti, fra piatti musical gastronomici gustosissimi di Georg Philipp Telemann, Wolfgang Amadeus Mozart, Gioacchino Rossini, Carl Friedrich Zöllner, Roberta Vacca (1a esecuzione), Leonard Bernstein, Pyotr Ilyich Tchaikovsky e un sorprendente Johann Sebastian Bach, interpretati da Nuovo Contrappunto diretto da Ancillotti, dal soprano Silvia Tocchini, dal mezzosoprano Elena Pratelli, dal tenore Alfio Vacanti, dal baritono Paolo Morelli, dal basso Francesco Facini e dal cembalo, pianoforte e tenore tuttofare Gabriele Micheli.

L’itinerario musicale fra i quattro elementi si conclude il 15 novembre con “Acqua – giocando sotto la pioggia”, un tourbillon di brani musicali e testuali, ora seri ora faceti, sull’elemento che rende fertile la terra e che ha ispirato tantissima musica. I testi sono di Garcia Lorca, Achille Campanile, James Joyce, Leonardo da Vinci, Gabriele D'Annunzio e di altri ancora: scelti e letti da Ancillotti per accompagnare musiche di John Dowland, Toru Takemitsu, Fryderyk Chopin, Maurice Ravel, Luigi Quadranti (1a esecuzione), Salvatore Sciarrino, Nacio Herb Brown e Arthur Freed (gli autori di ‘Singing in the rain), eseguite da Silvia Tocchini, Matteo Fossi e Nuovo Contrappunto. Sabato 14 novembre, ore 18, nell’ultima prova aperta di Suoni riflessi 2015, Mario Ancillotti, Matteo Fossi e Luigi Quadranti lavoreranno sulle musiche di Takemitsu, Ravel, Chopin e lo stesso Quadranti che saranno eseguite il giorno seguente.

L’ultimo appuntamento, come da tradizione, è uno spettacolo musicale su Pinocchio con musiche create per l’occasione da giovani compositori. Il titolo è “Pinocchio nel campo dei miracoli” e il 22 novembre in scena, accanto al narratore Giovanni Carli, è prevista la presenza dell’illustratrice Enrica Pizzicori, che dal vivo disegnerà la storia di Carlo Lorenzini. Le musiche, in anteprima assoluta, sono di Enea Chisci e Jacopo Aliboni, compositori provenienti dalla Scuola di Musica di Fiesole e dall’Istituto Franci di Siena, e sono eseguite da un complesso formato da allievi del Laboratorio di musica contemporanea dell’Istituto Franci di Siena diretto da Carmelo Giallombardo e da Nuovo Contrappunto.

Biglietti interi a 12 euro, ridotti a 8 euro.



Ma vediamo più in dettaglio il programma dei concerti-spettacolo sui quattro elementi.

Al centro dello spettacolo del 25 ottobre, “Aria – follia”, sarà il tema musicale denominato appunto “follia”, uno «fra i più antichi della storia europea, di origine portoghese e divulgatosi dappertutto, con il suo ritmo ossessivo, con le sue ripetizioni tormentose che vogliono l’improvvisazione, seppur prigioniera dentro schemi precisi», come spiega Mario Ancillotti. Così alla descrizione dell’abisso del manicomio della Merini si accompagneranno una «libera realizzazione per flauto e violoncello» della «Follia di Spagna» di Marin Marais (Parigi 1656 – 1728), l’alienazione della ‘Musica Vneukokvhaja n° 2’ di Niccolò Castiglioni (Milano 1932-1996) e le improvvisazioni dolorose di Siringo Yeknur. Mentre «l’idillio, l’intimità ed essenzialità dell’amore» verrà affiancata da ‘Impromptu op. 90 n. 4’ di Franz Schubert  (Vienna 1797 - 1828) e «il mistero dell’incognito, dell’anelito verso lo spazio, verso il pensiero libero sarà musicalmente rappresentato» dalle «creazioni chimeriche» di Andrea Portera (Grosseto 1973, compositore in residenza dell’Ensemble Nuovo Contrappunto), del quale sarà eseguito per la prima volta il ‘Trio giallo’ per flauto, violoncello e pianoforte.

Nell’appuntamento dell’1 novembre, “Fuoco – Stelle: nascita, vita e morte” l’evoluzione di una stella, illustrata dalle immagini del cosmo spiegate dall’esperto di astrofisica Sandro Fossi, sarà ripercorsa attraverso un viaggio dell’immaginazione musicale che avrà per protagonisti il flauto e il pianoforte, entrambi capaci di astrarci dal quotidiano con il loro «suono indefinito e capace di infiniti cambi e suggerimenti sonori», come dice Ancillotti. Edgard Varèse (Parigi 1883 – New York 1965), col suo ‘Density 21.5’ che inaugura nel 1936 lo studio sulla materia sonora, attraverso una ossatura musicale costituita da un cromatismo ascendente e dal dilatarsi degli intervalli, ci introdurrà nello spazio freddo. La condensazione sarà rappresentata dalla ‘Sonata per flauto e pianoforte’ del 1987 di Lowell Liebermann (New York 1961), minacciosa e impressionante. Alla lucidità di Domenico Scarlatti (Napoli 1685 – Madrid 1757) nelle due sonate K 342 in la maggiore e K 104 in sol maggiore e a quella novecentesca altrettanto acuta di Pierre Boulez (Montbrison 1925) con la sua ‘Sonatina per flauto e pianoforte’ del 1946 è affidata la descrizione del movimento delle particelle che accompagna la fusione e la comparsa della stella massiccia. Poi l’esplosione della supernova è rappresentata dal «dilagante» ‘Studio op. 25 n° 12’ di Fryderyk Chopin (Żelazowa Wola 1810 – Parigi 1849), «formato da sole semicrome che si rincorrono in arpeggi che coprono tutto lo spazio sonoro, così come la Supernova coprirà e includerà in se stessa tutto ciò che la circonda». Infine la morte della stella e il ricomporsi della materia in altra forma saranno evocate dal ‘Preludio e fuga in re diesis minore / mi bemolle minore BWV 853’ di Johann Sebastian Bach (Eisenach 1685 – Lipsia 1750), per Ancillotti «il più bello e solenne mai scritto».

La musica classica ha frequentato spesso i temi gastronomici, legati al gusto della cucina e del buon mangiare. L’8 novembre, nello spettacolo “Terra – Gastronomia musicale”, il musicologo Alberto Batisti, presenterà alcuni curiosi esempi di questa frequentazione in un divertissement attraverso gustosissimi piatti in musica. Di Gioacchino Rossini (Pesaro 1792 – Passy 1868), di cui si conosce il debole che ebbe per la buona tavola, sarà eseguita l’apologia dei maccheroni nell’ ‘Italiana in Algeri’, mentre di Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo 1756 – Vienna 1791) il finale di ‘Don Giovanni’. Ma si potrà ascoltare anche una divertente e insospettabile cantata in onore del caffè di Johann Sebastian Bach (BWV 211 per voci e orchestra) oppure uno dei tanti brani di “tafelmusik” (musica da tavola) per i pranzi di corte composti da Georg Philipp Telemann (Magdeburgo 1681 – Amburgo 1767). E poi del celebre direttore d’orchestra Leonard Bernstein (Lawrence 1918 – New York 1990) la traduzione in musica di quattro piatti (Plum Pudding, Queues de Boeuf, Tavouk Guenksis, Civet à Toute Vitesse) in ‘La bonne cuisine - Ricette per voce e pianoforte’ e di Pyotr Ilyich Tchaikovsky (Kamsko-Votkinsk 1840 – San Pietroburgo 1893) la “poesia” sui cannoli alla crema della “Danse des Mirlitons” dello ‘Schiaccianoci’. Infine sarà eseguito lo spassosissimo quartetto vocale ‘Der Speisezettel’ (il menu) di Carl Friedrich Zöllner (Mittelhausen 1800 – Lipsia 1860) e la composizione di Roberta Vacca (L’Aquila 1967), creata appositamente per questo concerto, di ‘Note di gusto – ricette regionali per voce ed ensemble’, che ci diletterà «con rapide ricette regionali italiane e in particolare con l’impareggiabile Brunello toscano».

Nello spettacolo del 15 novembre, “Acqua – Giocando sotto la pioggia – Musica, poesie, aforismi sui suoni dell’acqua”, alle musiche verranno alternati testi sorprendenti e di grande evocatività più o meno noti. Sì, perché il tema dell’acqua ha ispirato molti musicisti, ma anche tanti scrittori. Il concerto si aprirà con una delle melodie più popolari del ‘600, ‘Flow my Tears’ di John Dowland (Dublino o Londra 1563 – Londra 1626), e si chiuderà con una delle melodie più famose del ‘900, ‘Singing in the Rain’ di Nacio Herb Brown (Deming 1896 – San Francisco 1964) e Arthur Freed (Charleston 1894 - 1973). Nel mezzo un «percorso dal triste al giocoso» in cui si passerà, fra l’altro, da testi di San Francesco, Garcia Lorca, Gabriele D’Annunzio e James Joyce all’impressionisimo odierno di ‘Rain Spell di Toru Takemitsu (Tokyo 1930 - 1996); da testi di Petrarca, de Saint-Exupery, Tesson, Gomez de la Serna, Lucrezio, Gibran, Leonardo da Vinci e ancora D’Annunzio alla prima esecuzione di ‘Pioggia – sereno al Tremorgio’ per flauto, clarinetto e pianoforte di Luigi Quadranti (Castel S. Pietro 1941), e a ‘La goccia – preludio op. 28 n. 15 in re bemolle maggiore per pianoforte’ di Fryderyk Chopin; da testi di Borges, Hugo, anonimo, Palazzeschi e Campanile ai ‘Jeux d’eau’ per pianoforte solo d’inizio Novecento di Maurice Ravel (Ciboure 1875 – Parigi 1937), che spiazzarono critica e pubblico dell’epoca, e allo scherzo sonoro di Salvatore Sciarrino (Palermo 1947) ‘Anamorfosi’, che proprio da Ravel prende le mosse.



Per ulteriori informazioni: www.suoniriflessi.it e la pagina su Facebook “Suoni Riflessi”.



Biglietto intero 12 euro, ridotto 8 euro.

Per informazioni, tel. 055-699223

e-mail: amicisuoniriflessi@gmail.com

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