giovedì 1 ottobre 2015

6 ottobre - Lyceum Club Internazionale di Firenze - Palagio di Parte Guelfa - “La trasformazione economica durante e dopo Firenze capitale”: conferenza di Fabio Bertini

“La trasformazione economica durante e dopo Firenze capitale”: conferenza di Fabio Bertini

Il 6 ottobre al Palagio di Parte Guelfa quinto incontro del ciclo “Firenze oltre le mura” organizzato da Lyceum Club Internazionale, Circolo Fratelli Rosselli e Circolo Piero Gobetti nell’ambito delle iniziative di ‘Firenze capitale’. La conferenza del prof. Bertini, coordinatore dei comitati toscani del Risorgimento, sarà aperta dal saluto di Cecilia Del Re, presidente della Prima Commissione del Consiglio comunale fiorentino. Ingresso libero.


Riprende con una relazione dello storico Fabio Bertini il programma di conferenze “Firenze oltre le mura”, pensato in primis per gli studenti delle scuole secondarie ma aperto a tutta la cittadinanza. Martedì 6 ottobre, alle 16,30, presso il Palagio di Parte Guelfa, il professor Bertini, coordinatore dei comitati toscani del Risorgimento, affronterà il tema “La trasformazione economica durante e dopo Firenze capitale”. La conferenza sarà aperta dal saluto del consigliere comunale Cecilia Del Re, presidente della prima commissione consiliare “Affari generali, organizzazione, bilancio e tributi”. Si tratta della quinta conferenza di questo ciclo coordinato da Mirka Sandiford e Marta Biani del Lyceum Club Internazionale di Firenze, insieme a Riccardo Pratesi del Circolo Fratelli Rosselli e Adalberto Scarlino del Circolo Piero Gobetti, nell’ambito del programma di iniziative ‘Firenze capitale 1865-2015’, promosso dal Comune di Firenze. L’ingresso è libero.

«Il periodo di Firenze capitale – afferma il professor Fabio Bertini - fu un punto di passaggio anche dal punto di vista dell’economia e, in particolare, della manifattura. Esistevano già, infatti, al tempo della Restaurazione alcuni impianti produttivi nella stessa città, alcuni tecnologicamente avanzati all’epoca in cui erano stati impiantati, mentre si era affacciato l’impiego di capitali in società anonime, anche se non veniva scalfita la preminenza del modello agricolo toscano cui la classe dirigente fiorentina partecipava largamente. La dimensione nazionale conquistata con l’unità poi aveva posto da subito nuove sollecitazioni a Firenze, rapidamente divenuta nodo ferroviario italiano, e anche questo incentivò la modernizzazione degli impianti. La cosa riguardò specialmente il settore delle fonderie e della meccanica, sullo sfondo di produzioni manifatturiere tradizionali, come quella della paglia, e nella crescente partecipazione fiorentina al capitale d’impresa».

«Questa prima fase di sviluppo produttivo – spiega Bertini - si integrò con la trasformazione urbanistica della città legata alla capitale, incidendo per la sua parte, senza superare del tutto, le incertezze della classe dirigente tra l’opzione “industrialista” e quella “anti-industrialista”, che non si esauriva soltanto nell’agricoltura ma riguardava anche la rendita finanziaria e la banca, mentre si avvertivano in termini di crisi comunale gli effetti del periodo di Firenze capitale. Tuttavia, fu quello il presupposto di un nuovo slancio, legato alla modernizzazione del Paese e della stessa città, creando le condizioni per una più decisa affermazione dell’impianto produttivo manifatturiero, specialmente del rafforzamento della grande fabbrica, che si giovò anche del crescente impegno militare italiano».

«La nuova economia industriale che andava configurando la nuova idea della città – conclude Bertini -, modificava anche l’identità sociale cittadina, per la crescente presenza di una popolazione operaia e, di conseguenza, con nuove forme di associazione, di rivendicazione e di presenza politica. Restava però ben vivo il modello fiorentino della “piccola e media impresa” e, più in generale, dell’artigianato, così che era come se cominciassero a convivere due “centri” urbani, quello tradizionale e quello che cominciò a rappresentare Rifredi. La partita decisiva si giocò intorno alla guerra mondiale».

Il programma di “Firenze oltre le mura” prevede l’1 dicembre una conferenza di Ginevra Cerrina Feroni sul tema “L’attività legislativa di Firenze capitale” e il 15 dicembre una di Cosimo Ceccuti intitolata “Firenze non più capitale”.

Nel 2016 sono già fissate le conferenze di Mariella Zoppi (“La grande trasformazione urbana”, 16 febbraio 2016) e di Ariane Landuyt (“Gli stranieri a Firenze”, 15 marzo 2016). Mentre sono da definire le date della presentazione di Anna Maria Pellegrino del libro ‘La città più artigiana d’Italia’, della conferenza di Giovanni Cipriani sul tema “Donne e salotti” e del ballo in costumi originali d’epoca dell’Atelier de dance del maestro Donald Francis.

Per ulteriori informazioni, visitare la pagina su Facebook “Firenze oltre le mura” o il gruppo su Facebook “Eventi di ‘Firenze oltre le mura’”.


Fabio Bertini, nato a Livorno ma residente a Firenze, è stato fino al 2013 professore associato di Storia contemporanea all’Università di Firenze. Dottore di ricerca, era stato allievo della “scuola storica” dell’Istituto storico per l’età moderna e contemporanea di Roma. I suoi studi, di taglio politico-sociale, riguardano diversi aspetti dell’Ottocento-Novecento europeo e italiano, ed in particolare il Risorgimento, sia in quell’ottica che con approfondimenti di tipo “regionale”. È coordinatore dei comitati toscani del Risorgimento, consigliere della Società Toscana del Risorgimento e dell’Istituto Storico per la Resistenza in Toscana, oltre che redattore e consulente scientifico di varie riviste.


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