martedì 20 ottobre 2015

22 ottobre - “Firenze in salotto”: a Casa Martelli il convegno di studi sulla Firenze social del ‘700

L’appuntamento è per giovedì 22 ottobre negli spazi del Museo di Casa Martelli, in via Zannetti 8 a Firenze. È questa la sede del convegno di studi dal titolo “Firenze in salotto. Intrecci culturali dai riti aristocratici del Settecento ai luoghi della sociabilità moderna”. A cura di Francesca Fiorelli Malesci, la giornata di studi, che si svolgerà nell’ambito del progetto ideato e promosso dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze per ricordare i 150 anni di Firenze Capitale attraverso il progetto L’Ente per Firenze Capitale, vede la partecipazione di studiosi e specialisti ed offre l’opportunità di approfondire, grazie alla varietà degli interventi interdisciplinari, luoghi, costumi, dibattiti culturali, mondani e politici dal Granducato a Firenze Capitale.
Organizzata dall’Associazione Amici dei musei di Palazzo Davanzati e Casa Martelli Onlus la giornata si svolgerà nel salone da ballo di Casa Martelli e terminerà con il concerto Le Charme a cura di Daniela Costa.
Il programma musicale vuole ricreare le suggestive atmosfere del salotto letterario toscano - ove confluivano grandi personalità provenienti dalla vastissima colonia europea - con una rassegna di splendide Mélodies (Gounod, Chausson, Hahn) Songs e Lieder, con una selezione di improvvisi e danze originali per pianoforte a quattro mani di Schubert e di Schumann.
IL TEMA
Per oltre due secoli la difficile arte di intrattenere ospiti e frequentatori abituali ha accompagnato le vicende politiche ed intellettuali dell’Europa. L’obiettivo del convegno è quello di analizzare uno dei luoghi più determinanti nello sviluppo sociale, culturale, oltreché politico ed economico, dell’intera Europa dal Sette all’Ottocento: il salotto.
Evocando la suggestione dei salotti parigini, così nostalgicamente narrati da Marcel Proust, ci immergiamo nell’atmosfera e nel fascino sottile di questi luoghi che, coinvolgendo l’intera società dei colti, scardinano le modalità di aggregazione preesistenti nel sancire una forma del vivere collettivo, secondo regole di comportamento che segnano la vita culturale di molte generazioni, a partire dal Settecento fino alle soglie del Novecento.
L’approfondimento si concentra sui salotti fiorentini di epoca granducale fino a quelli della Toscana postunitaria delineandone la storia in parallelo ai cambiamenti del clima politico, del costume culturale e mondano.
Già nel Settecento, infatti, l’aristocrazia fiorentina teneva salotto sotto forma di conversazioni private all’interno dei propri palazzi, che apriva ai forestieri e alle personalità più eminenti del tempo; riunioni non ancora strettamente legate ai modelli del salon francese, dai quali deriverà il salotto
EX-SOPRINTENDENZA SPECIALE PER IL PATRIMONIO STORICO ARTISTICO ED ETNOANTROPOLOGICO
E PER IL POLO MUSEALE DELLA CITTÀ DI FIRENZE
Via della Ninna 5, 50122 Firenze – TEL. 055-23885 – FAX 055-2388699
www.polomuseale.firenze.it
ottocentesco. Questo, soprattutto negli anni centrali del XIX secolo e dopo l’unificazione nazionale, quando Firenze divenne capitale del nuovo Regno d’Italia, rappresentò lo spazio intermedio fra l’ambito domestico e quello sociale, assumendo una forte connotazione politica, legata al fermento di idee risorgimentali, ma anche internazionale e decisamente non provinciale, favorita dall’arrivo di intellettuali, artisti, letterati e personalità di rango che erano solite incontrarsi in questo milieu. Tra il 1865 e il 1871 si distinsero, inoltre, numerosi funzionari piemontesi, con il loro seguito di costruttori e imprenditori, attratti da possibili investimenti nella nuova capitale.
Il programma del convegno
SESSIONE MATTUTINA
Ore 9.45 Saluti istituzionali
Ore 10.30 Carlo Sisi Introduzione
Ore 11.00 Maria Teresa Mori Politica e cultura nei salotti: il caso di Firenze.
Composizione sociale dei salotti fiorentini, il loro ruolo come veicolo di opinione politica, il peso e la funzione degli intellettuali al loro interno, problematiche importanti per l’interpretazione della sociabilità salottiera. La particolarità di Firenze nel panorama italiano.
Ore 11.30 Francesca Fiorelli Malesci Il salotto Martelli, un’occasione perduta. Carte di famiglia per una storia dell’ospitalità nelle casate fiorentine.
Se una delle tante interpretazioni del salotto è quella di laboratorio permanente, orale e informale, della scrittura facile l’attenzione sulla lettura e i libri che circondano gli ospiti: “A mano a mano che costoro entravano andavano a sedersi in semicerchio attorno a un tavolino carico di volumi accatastativisi sopra e dietro al quale se ne stava la contessa mezza sdraiata sopra un canapè” (Alphonse de Lamartine il salotto d’Albany Carnet de voyage en Italie). Sarà proprio Marco Martelli (1740-1813), il cui spessore culturale e le frequentazioni lo rendono all’altezza del contesto internazionale che la città offriva, il protagonista di un cabinet d’amateur.
Ore 12.00 Giulia Coco Dal salotto di famiglia ai luoghi d’incontro internazionali: “la civiltà della conversazione” a Firenze nella seconda metà del Settecento.
Nella seconda metà del ‘700 inglesi stabilitisi a Firenze come Horace Mann e George Nassau, III Earl of Cowper, ospitarono nei propri palazzi conversazioni che divennero modelli di sociabilità internazionale apprezzati dai fiorentini e che rappresentarono un precedente -seppur di diversa natura- dei salotti cosmopoliti della Firenze ottocentesca, strettamente connesso a queste personalità, artefici di un fortunato intreccio sociale e culturale.
Ore 12.30 Enrico Colle Immagini toscane fra quieto vivere borghese e mondanità.
Partendo dall’analisi dei cambiamenti decorativi e arredativi operati dai Lorena all’interno delle dimore granducali negli anni che precedettero l’Unità d’Italia, si prenderanno in considerazione gli interni di alcuni dei principali palazzi fiorentini ristrutturati a partire dalla metà dell’Ottocento secondo gli aggiornati dettami dell’eclettismo stilistico di cui Giuseppe Poggi fu uno dei più abili interpreti.
SESSIONE POMERIDIANA
Ore 15.30 Silvia Mascalchi Félicie de Fauveau un salotto-atelier francese in riva d’Arno. Dal quartiere della Nouvelle-Athènes di Parigi all’Oltrarno fiorentino.
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I luoghi, i riti e i personaggi della complessa gestione della propria “immagine pubblica”, imposta ad una donna scultrice e straniera nella Firenze dell’Ottocento. Si tratterà inoltre del ruolo che il salotto-atelier di Félicie de Fauveau ebbe nella diffusione dello stile neomedievalista nel capoluogo toscano.
Ore 16.00 Lucia Tonini Steidl Un orso in salotto. Esotismo e integrazione dei russi nella Firenze ottocentesca. Le numerose presenze di russi a Firenze, intensificatesi nel periodo della Capitale del regno, mettono in rilievo un singolare rapporto con la società fiorentina conservando da una parte le caratteristiche di straordinarietà e esotismo tradizionalmente attribuito ai russi e dall’altra attestando una particolare integrazione nella vita di alcune famiglie fiorentine. La presentazione di alcuni circoli familiari e intellettuali nati intorno a personalità russe metterà in luce questa doppia valenza.
Ore 16.30 Monica Bietti Invito a casa Martelli al tempo di Firenze capitale.
Cosa cambia nella vita di una famiglia fiorentina da sempre legata al potere al momento dell’arrivo della capitale e della corte, usanze, etichetta e molto altro.
Ore 17.00– 17.30 Pausa
Ore 17.30 Francesca Merz «Buzzurri» o intellettuali? Incontri e scontri tra piemontesi e fiorentini negli anni della Firenze Capitale.
Politici, amministratori, abati, intellettuali, architetti, storici, scienziati, studiosi della lingua; molti i “buzzurri”, così venivano infatti scherzosamente chiamati dai fiorentini i piemontesi, che invasero Firenze all’alba del 1865. Le cronache rammentano: “I Fiorentini non li capivano, e spesso fingevano anche di non capirli, per prendersi gioco del loro dialetto”. Nacquero però da questo incontro connubi scientifici, culturali, letterali nonché sodalizi e profonde amicizie di cui la storia di Firenze porta ancora segni profondi.
Ore 18.00 Giorgio Pugliaro La musica da camera in Italia nell’Ottocento. Dal salotto alla musica.
Seppur rare e spesso inattendibili le cronache italiane della musica da camera nell’Ottocento si può delineare, attraverso un percorso generale fino ad approfondire temi specifici quali la musica da camera da topografia a ontologia. La nozione di repertorio e gli interessanti rapporti tra le corti europee, il confronto poco esplorato fra due capitali: Torino e Firenze.
Ore 21.00 – 22.30 Concerto
Le Charme a cura di Daniela Costa con Franziska Gottwald, mezzosoprano, e Daniela Costa e Alberto Miodini, pianoforte, pianoforte a quattro mani.

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