mercoledì 14 ottobre 2015

16 ottobre - Fondazione Il Fiore -La poetica di Kiarostami tra versi e immagini cinematografiche

La poetica di Kiarostami tra versi e immagini cinematografiche

Il 16 ottobre nell’aula magna dell’Università di Firenze in piazza Brunelleschi incontro con presentazione dell’ultimo libro di poesie del regista iraniano e proiezione di alcune scene di Shirin. Intervengono, oltre alla traduttrice Faezeh Mardani, Ida Zatelli, Gloria Germani, Marco Luceri, Giovanni Meucci. Moderano Fabrizia Baldissera e Maria Giuseppina Caramella, presidente della Fondazione il Fiore di Firenze. Ingresso libero.



Il ruolo della poesia nel percorso artistico della poliedrica ma coerentissima figura di Kiarostami, conosciuto come uno dei maestri del cinema mondiale, ma autore anche di fotografie, dipinti, opere grafiche, sculture e appunto raccolte di versi. E’ uno dei temi centrali dell’incontro “La poetica di Abbas Kiarostami - Poesia e immagine” che si terrà venerdì 16 ottobre, alle 16,30, nell’aula magna di piazza Brunelleschi 3/4 dell’Università di Firenze (ingresso libero).

Appuntamento durante il quale la presentazione dell’ultimo libro di poesie del regista iraniano, intitolato ‘Il vento e la foglia’ (Le Lettere 2014), sarà preceduta dalla proiezione di alcune scene del suo film ‘Shirin’ del 2008: una radicale analisi dell’esperienza cinematografica sotto forma di ripresa dei volti di 114 attrici iraniane - con l’eccezione di Juliette Binoche – mentre assistono e reagiscono emotivamente alla rappresentazione del poema persiano ‘Khosrow e Shirin’ di Nezami Ganjevi (XII secolo), invisibile per noi spettatori che possiamo soltanto percepire fuori campo il suono dei versi. Un «film miroir» (film specchio), secondo la definizione di Jean-Luc Douin di Le Monde, un film «sul ruolo dello spettatore» in cui «la “caverna” messa in scena dal regista iraniano è un luogo sacro in cui chiedere asilo» e in cui Kiarostami «approccia poeticamente la “passione” dello spettatore», come ha scritto Marzia Gandolfi.

All’evento interverranno la traduttrice della raccolta poetica ‘Il vento e la foglia’, Faezeh Mardani, docente di lingua e letteratura persiana all’Università di Bologna, Gloria Germani, direttore dell’Odeon di Firenze (che ha fornito il film Shirin), il critico cinematografico Marco Luceri, il prof. Giovanni Meucci della Comunità di San Leolino. Ida Zatelli, professore ordinario di lingua e letteratura ebraica dell’Università di Firenze, aprirà i lavori con un saluto, mentre Fabrizia Baldissera, professore di indologia e tibetologia dell’Università di Firenze, e Maria Giuseppina Caramella, presidente della Fondazione il Fiore - che organizza l’appuntamento insieme a Università di Firenze, Comunità di San Leolino e Odeon Firenze Cinehall – modereranno l’incontro.

La raccolta di poesie di Kiarostami tradotta da Faezeh Mardani e pubblicata da Le Lettere con testo originale a fronte (titolo originale ‘Bad o bargh’) è costituita da «oltre 350 frammenti poetici» che «cristallizzano la vita attraverso una parola nuda di ornamenti, efficace nella sua immediatezza». «Simili agli haiku giapponesi per i toni semplici, l’assenza di titoli e l’estrema concisione, - spiega Faezeh Mardani - i versi di Kiarostami lasciano spazio alle suggestioni del lettore e a un’indagine introspettiva che prende corpo grazie agli stimoli di una scrittura visiva». Si tratta di «poesie come istantanee» capaci di catturare «gesti consueti, dettagli della natura, ricordi di cui sono impregnate le case, gli oggetti, i suoni».

Questa raccolta, conclude la traduttrice, è il «frutto di una carriera polivalente dove cinema, letteratura e fotografia si influenzano fino a formare un’unica pellicola che racconta l’esistenza in tutte le sue tonalità. Nel linguaggio poetico di Abbas Kiarostami le immagini vengono catturate da una parola essenziale, e trattenute in un lungo silenzio in bianco e nero, per lasciare che la comunicazione avvenga fra uno scatto verbale e l’altro “C’è un segreto/ tra me/ e te/ e luna”. È proprio lungo queste soste che il lettore è chiamato a visualizzare la scena svelando le metafore e riempiendo di senso i vuoti lasciati dalle foglie che cadono, da un amante che abbandona la stanza, dal passaggio di un uccello trascinato nel volo dal vento».



Per ulteriori informazioni, Fondazione Il Fiore. Tel.: 055 225074



Abbas Kiarostami (Tehran, 1940) è regista, sceneggiatore, fotografo, poeta, pittore e scultore. Esponente di prim’ordine del cinema iraniano, ha vinto nel 1988 il Pardo d’onore al Festival di Locarno con il film Dov’è la casa del mio amico e nel 1997 la Palma d’oro al Festival di Cannes con Il sapore della ciliegia. In veste di poeta ha pubblicato tre raccolte: nel 2000 Hamráh bá bád (Con il vento), nel 2003 Gorghi dar kamin (Un lupo in agguato), nel 2011 Bád o bargh (Il vento e la foglia).

Faezeh Mardani, nata a Tehran (Iran), insegna Lingua e Letteratura persiana moderna e contemporanea all’Università di Bologna. Traduttrice e interprete, ha pubblicato il Vocabolario Persiano (italiano-persiano / persiano-italiano) (2000), Io parlo persiano (2002) e la traduzione italiana dell’antologia poetica di Forugh Farrokhzad, È solo la voce che resta (2009).

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