giovedì 8 ottobre 2015

12 Ottobre - Lyceum Club Internazionale di Firenze: "Perle, paillettes e strass: la moda femminile anni ’20 nella collezione vintage di Barbara Farina"

Perle, paillettes e strass: la moda femminile anni ’20 nella collezione vintage di Barbara Farina

Il 12 ottobre al Lyceum Club Internazionale di Firenze una mostra-evento a cura di Francesca Ambrosi in omaggio alla grande sarta e collezionista di abiti e accessori d’epoca. Intervengono Roberta Orsi Landini e Licia Triolo. Testimonial, Giulia Luchi, miss Toscana 2009 e manager di moda. Ingresso libero.

                                                                                                                                                                                                                                   

La moda femminile e la temperie culturale degli anni successivi alla Grande Guerra, dal ’18 ai primi anni ’30, ricostruiti nelle sale del Lyceum Club di Firenze attraverso gli abiti e accessori d’epoca della collezione di Barbara Farina, pioniera del vintage in Italia e «vestale di un immenso guardaroba» che è da anni «punto di riferimento per artisti di teatro e attori del cinema».

E’ quanto offre la mostra-evento “Perle, paillettes e strass. La stagione delle donne all’indomani della Prima Guerra Mondiale. La collezione di Barbara Farina”, a cura di Francesca Ambrosi, vicepresidente dello storico club femminile fiorentino, che lunedì 12 ottobre, alle 18, sarà ospitata a Palazzo Giugni (via Alfani 48). Nell’occasione interverrà Roberta Orsi Landini, responsabile dell’attività didattica della Fondazione Capucci, con una relazione intitolata “Vestirsi di luce, ovvero la moda luccicante degli Anni Folli”. Mentre Licia Triolo, restauratrice di beni culturali tessili, farà da guida all’esposizione, con Giulia Luchi, miss Toscana 2009, nella duplice veste di testimonial indossatrice e di manager di moda (è product manager presso Aeffe Fashion Group).

«La storia di quella stagione – dice Donatella Lippi, presidente del Lyceum di Firenze - non può e non deve essere conosciuta solo attraverso i libri o le parole: esistono testimonianze altrettanto eloquenti e suggestive, che parlano attraverso le trame dei tessuti, i flapper con le frange, il jersey, lo chiffon e la seta… cloche e piume». «In mostra – aggiunge Francesca Ambrosi - ci saranno una ventina di abiti, ma accompagnati da accessori, dettagli, bijoux, per ricreare lo spirito di quegli anni. Gli abiti rivivranno negli ambienti di Palazzo Giugni Fraschetti dalla sala espositiva fino alla Galleria, suggerendo con i bagliori delle loro paillettes rimandi ad anni di singolare verve».

La collezione di Barbara Farina, originaria di Ostuni e fiorentina d’adozione, non si limita al periodo oggetto della mostra e contiene oggetti sia di epoca precedente che successiva: dall’800 agli anni Ottanta del ‘900. Centinaia di pezzi raccolti nel corso degli anni seguendo la sua passione profonda per le tendenze del vestire e l’evoluzione del costume e grazie anche agli stimoli dei numerosi viaggi. A cominciare dall’infanzia, quando ancora bambina lasciò i genitori per trasferirsi a Firenze dall’illustre zio, il pittore Cosimo Roma, il cui salotto era frequentato da artisti quali Primo Conti e Pietro Annigoni, ma anche da personalità come Giorgio La Pira. Ambiente che ha contribuito a formare il suo gusto raffinato e la sua concezione dell’eleganza. Viaggi che Barbara Farina, più avanti negli anni, ha continuato a fare, soprattutto negli Stati Uniti e in Francia, proprio in qualità di collezionista vintage, per cercare abiti d’epoca e accessori d’ogni genere da aggiungere alla sua collezione. Attività per la quale ha ottenuto riconoscimenti sia all’estero che in Italia, dove nel 2005, a Palazzo Vecchio, ricevette dall’attuale sindaco Dario Nardella, allora presidente della commissione cultura, il diploma dei 40 anni di anzianità artigiana.

«Barbara Farina non è una semplice collezionista, – dice Donatella Lippi - ma è la vestale di un immenso guardaroba, che comprende accessori, abiti, calzature e gioielli… migliaia di articoli autentici, che vengono dai bauli di altere nobildonne o dagli armadi di signore borghesi, attente alla moda che cambia: è suggestivo pensare che quelle sete siano state accarezzate dalle mani di una donna, per poi frusciare, maliziose, nella piazza dei caffè o che quelle frange siano oscillate al ritmo veloce e serrato del Charleston di James P. Johnson o Walter Donaldson. Per noi, è un’amica, che accogliamo al Lyceum con le sue “creature”, ognuna con un suo vissuto e un suo passato. Questa occasione è un modo per ringraziarla della sua opera di conservazione e di tutela di questo patrimonio e per condividere con il Club e i suoi frequentatori una pagina inedita di storia».

Le attività del Lyceum Club Internazionale di Firenze hanno il sostegno dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e il patrocinio del Comune di Firenze.   

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