martedì 25 agosto 2015

2 settembre - CONCIERTO DE ARANJUEZ - Sagrato Chiesa S. Croce Firenze - Evento a ingresso libero

CONCIERTO DE ARANJUEZ

Sagrato Chiesa S. Croce Firenze

02 Settembre 2015
Orario: 21.30   
Evento offerto dal Comune di Firenze per l'Estate Fiorentina 2015.

Nella prima parte del concerto brani di autori moderni per l'intera orchestra diretta da Alan Freiles.

Nella seconda parte Il Concerto d'Aranjuez, per la chitarra  di  Flavio Cucchi,  musicista di fama internazionale: (Concierto de Aranjuez) è probabilmente l'opera più nota di Joaquín Rodrigo, uno dei compositori spagnoli più famosi del primo dopoguerra. Scritto all'inizio del 1939 a Parigi, in un'atmosfera tesa per le ultime vicissitudini della guerra civile spagnola e per l'imminente seconda guerra mondiale, costituisce la prima opera scritta da Rodrigo per chitarra e orchestra. La strumentazione è unica, dal momento che è raro trovare una chitarra solista che si confronti con il suono prodotto da un'intera orchestra. Il concerto cerca di trasportare l'ascoltatore ai suoni della natura sebbene questi siano lontani nello spazio e nel tempo. Rodrigo, cieco dai tre anni di età, fu un pianista e non suonava la chitarra. Tuttavia, seppe captare lo spirito della diversità della chitarra spagnola. Segno anche questo di grande speranza per tutti, se si consideri che un non vedente possa aver composto simile musica, come Beethoven non udente, musicisti che fanno comprendere i mezzi che ha disposizione l’uomo pur mancanti di uno dei grandi 5 sensi della vita umana.

Joaquin Rodrigo, contemporaneo non nuovo alla contaminazione con i diversi generi musicali, si diverte a creare un  Il “Concierto de Aranjuez” prende il titolo dal famoso sito reale a 50 km. da Madrid sulla strada per l’Andalusia. Questo era un luogo particolarmente caro ai Borboni.

Anche se questo Concerto è un brano di musica pura senza alcun programma, nel situarlo ad Aranjuez ho voluto assegnargli un’epoca: fine del XVIII e inizi del XIX secolo, le Corti di Carlo IV e Fernando VII. Era un’epoca caratterizzata da Majas e cani da caccia, da melodie Spagnolo-americane.

La chitarra con un’audacia senza precedenti si contrappone all’intera orchestra formata da ottavino, flauto, oboe, corno inglese, due clarinetti, due fagotti, due corni, due trombe e quartetto. E in ogni momento la chitarra è solista, e l’orchestra provvede ad un delicato contrasto in una trasparente tessitura e con una costante vivacità.

Il primo movimento (“Allegro con Spirito”) è tutto animato dalla stessa forza e allegria ritmica senza che i due temi che lo compongono interrompano il suo vibrante incedere. Il secondo (“Adagio”) vuole essere un dialogo elegiaco tra la chitarra e gli strumenti solisti: corno inglese, fagotto, oboe, tromba ecc. Un profondo e ininterrotto battito sorregge l’intero edificio sonoro di questo movimento. Il terzo movimento (“Allegro gentile”) evoca una danza cortigiana nella quale la combinazione di due ritmi (a 2 e a 3 tempi) così come una struttura leggerissima mantengono il tempo in allerta fino alla corona finale.

L’esposizione del primo movimento non manca di alcune curiosità. Il tutti orchestrale tipico dei concerti, che in uno stile grandioso preannuncia le esposizioni dei due temi del primo movimento, è in questo lavoro rimpiazzato da un breve preludio; la chitarra, supportata da un affascinante suono d’arco al contrabbasso, che espone un soffuso pedale di Re, scandisce e “strappa” una caratteristica figurazione ritmica sull’accordo perfetto di Re maggiore, che guadagna in intensità e dalla quale segue un altro elemento ritmico che ha una maggiore energia in stile staccato. Tutto ciò risolve in una rapida scala discendente, dopo la quale la sezione d’archi dell’orchestra, e l’intera orchestra ripete questo piccolo preludio. Tutto è nella tonica di Re maggiore; e in questa stessa tonalità i violini espongono il primo tema del lavoro, accompagnato e seguito dalle due figurazioni ritmiche dell’introduzione che si ripresentano in una larga parte del primo movimento.

Per bis alcuni brani dei  Beatles nella rielaborazione del compositore cubano L. Boruwer.

Flavio Cucchi

Definito dalla critica come uno dei più noti e ammirati chitarristi italiani sulla scena internazionale, Flavio Cucchi ha tenuto centinaia di recital  in America, Europa,  Asia e Australia partecipando a trasmissioni radiotelevisive delle più importanti emittenti del mondo (BBC, RAI, ZDF, Bayerischer Rundfunk, Televisa Mexico, Television Corporation of Singapore, Radio Praga e altre).

Come solista ha suonato in più di trenta città europee e nei piu’ importanti teatri italiani, dal Teatro alla Scala di Milano al Comunale di Firenze, Regio di Torino, Regio di Parma ecc.

È regolarmente invitato dai maggiori festival chitarristici internazionali. Specialista di musica contemporanea ha eseguito la prima mondiale della Sestina d’Autunno di Petrassi e ha partecipato a numerose opere del ‘900 di Berio, Henze, Boulez, Bussotti e altri.

Ha collaborato anche con artisti di aree diverse (teatro, letteratura,) come l’ attore Carmelo Bene con cui ha tenuto un recital al Palazzetto dello sport di Milano e il poeta americano premio Pulitzer per la poesia Yusef Komuniakaa che gli ha  dedicato “Ode alla chitarra”

Molti compositori gli hanno dedicato le loro opere: tra questi il grande pianista Chick Corea, che ha scritto in una rivista americana: "Ascoltando un musicista abile e creativo come Flavio, sono stato ispirato a scrivere per lui e la sua chitarra... E' molto eccitante per me ascoltare il risultato, vedere la mia idea realizzata con un'arte di cosi' alto livello"

Dal 1986 è titolare della cattedra di chitarra presso L’Istituto Superiore di Studi Musicali “P. Mascagni” di Livorno, tiene inoltre Masterclass in tutto il mondo (Italia, USA, Giappone, Messico, Russia, Svezia, Singapore ecc.)

Ha al suo attivo oltre 15 CD e 1 DVD


Evento a ingresso libero con posti a sedere limitati.

Nessun commento:

Posta un commento